Logan: l’ultimo artiglio del wolverine

Logan The Wolverine

“Logan – The Wolverine”, uscito nelle sale nel 2017, rappresenta un capitolo conclusivo e atipico nell’arco narrativo dell’iconico personaggio degli X-Men, Logan/Wolverine, interpretato con intensa grinta da Hugh Jackman. Diretto da James Mangold, il film si distingue per il suo tono crudo e amaro, staccandosi dai canoni abituali dei film sui supereroi per abbracciare un’estetica e una narrazione più vicine al western moderno e al road movie.

Ambientato in un futuro prossimo e cupo, il 2029, troviamo un Logan invecchiato e stanco, il cui fattore rigenerante sta fallendo, mentre si prende cura di un Charles Xavier affetto da demenza e rifugiato al confine messicano. La comparsa di una misteriosa bambina, Laura, con poteri simili a quelli di Wolverine, lo catapulta in un viaggio disperato attraverso gli Stati Uniti. Laura, interpretata dalla giovane e talentuosa Dafne Keen, porta alla luce un’operazione segreta che ha lo scopo di creare nuovi mutanti.

Violenza, fragilità umana e la lotta per la redenzione sono gli elementi chiave di questa pellicola, che si avvale di una narrazione matura e profonda. “Logan” esplora temi quali la famiglia, la perdita e il sacrificio, offrendo una meditazione sul tempo che passa e l’inesorabile declino che tocca tutti gli esseri, supereroi o meno.

La pellicola ha ricevuto ampi consensi sia dal pubblico che dalla critica, lodando la performance di Jackman e la regia di Mangold, nonché il coraggio di presentare una storia di supereroi così sfaccettata e adulta. “Logan” è un film imperdibile per gli appassionati del genere, che segna un commovente addio a uno dei personaggi più amati dell’universo Marvel.

Logan – The Wolverine: quali sono i personaggi

“Logan – The Wolverine” non è solo un film di supereroi, ma un’opera cinematografica che attraversa profondità emotive rare nel genere, merito anche di un cast eccezionale capace di trasmettere la complessità dei personaggi interpretati. Al centro della scena, troviamo Hugh Jackman, che dà vita per l’ultima volta al ruolo che ha definito gran parte della sua carriera: Logan, alias Wolverine. Jackman incarna un eroe sfinito e tormentato, conferendo al personaggio una vulnerabilità e un’intensità straordinarie. Al suo fianco, Patrick Stewart interpreta un Charles Xavier profondamente umano, la cui mente una volta potente è ora frantumata dalla malattia, in una performance che tocca corde emotive sorprendentemente intime e dolorose.

La vera rivelazione del film è Dafne Keen nei panni di Laura, conosciuta anche come X-23. La giovane attrice stupisce per la sua capacità di bilanciare ferocia e silenziose sfumature emotive, regalando un personaggio immediatamente iconico. L’antagonista principale, Donald Pierce, interpretato da Boyd Holbrook, è un carismatico e implacabile cacciatore di mutanti, che fornisce al film un avversario degno di questo capitolo finale. Holbrook conferisce a Pierce una presenza minacciosa, ma non priva di un certo fascino malefico.

Il cast, arricchito da figure come Stephen Merchant nel ruolo del sensibile Caliban e Richard E. Grant come il freddo scienziato Zander Rice, completa un affresco di personaggi indimenticabili che elevano “Logan” sopra la media delle saghe cinematografiche di supereroi, rendendolo un lavoro di valore trasversale, apprezzato sia dagli amanti del genere che dagli appassionati di cinema più in generale.

Trama

In “Logan – The Wolverine,” Hugh Jackman si congeda dal ruolo che ha definito un’era, presentando un Wolverine inedito: invecchiato, vulnerabile e disilluso. Ambientato in un futuro prossimo e desolato, il film ci porta nel 2029, un’epoca in cui i mutanti sono quasi estinti e un logoro Logan si guadagna da vivere come autista al confine messicano. Il suo retaggio bellicoso è ora un ricordo lontano, mentre si prende cura di un malato Charles Xavier, il cui potente cervello è afflitto da attacchi psichici incontrollabili.

Tuttavia, quando una misteriosa bambina di nome Laura, interpretata con straordinaria intensità da Dafne Keen, entra nella sua vita, Logan si ritrova costretto a difendere la nuova generazione di mutanti che lei rappresenta. Inseguiti da forze oscure, che vedono in Laura e nei suoi simili una minaccia o un’opportunità di sfruttamento, Logan deve affrontare i propri demoni e quelli del mondo per proteggere ciò che resta dell’eredità dei mutanti. “Logan” è un film che trascende il genere dei supereroi, intrecciando azione cruda e senza compromessi con momenti di struggente emotività in un contesto che ricorda i grandi racconti western, un viaggio finale che è al contempo una meditazione sulla famiglia, l’invecchiamento e la mortalità degli eroi.

Curiosità del film

“Logan – The Wolverine” si posiziona come una pietra miliare nell’universo cinematografico dei supereroi, distinguendosi per il suo approccio crudo e realistico alla figura dell’eroe immortale. Una delle curiosità più interessanti è che il film si ispira al fumetto “Old Man Logan” di Mark Millar e Steve McNiven, ma si discosta notevolmente per via degli intricati diritti dei personaggi Marvel, che hanno impedito l’uso di alcune figure chiave della storia originale. La scelta di ambientare la narrazione in un vicino futuro, il 2029, permette al film di slegarsi dal complesso arazzo temporale degli X-Men, conferendogli una libertà narrativa che raramente si vede nei franchise di supereroi.

Il regista James Mangold e Hugh Jackman hanno optato per un tono più intimo e meno convenzionale, tanto che “Logan” è il primo film della saga ad aver ricevuto una valutazione R-rated (vietato ai minori di 17 anni non accompagnati) negli Stati Uniti, una scelta che ha permesso di esplorare tematiche adulte e una violenza più esplicita, in linea con il carattere del protagonista. Interessante è anche il fatto che, per prepararsi al ruolo di un Logan in declino fisico, Jackman ha seguito un regime alimentare e di allenamento che gli ha permesso di apparire visibilmente più anziano e logorato, accentuando la vulnerabilità del personaggio. “Logan” ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del cinema di genere, dimostrando che i film di supereroi possono esplorare con successo registri più maturi e profondi.

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